13

Una Lettera dalla Florida

una lettera dalla floridaA few years ago I took a course in creative writing in Italian at Florida Atlantic University in Boca Raton. It was given by my friend, Professor Emanule Pettener, an accomplished fiction writer, who published his first book in English last year.

The class was challenging for many reasons. Obviously because my Italian grammar isn’t great. But more frustrating was the fact that I consider myself a writer who is always trying to improve and mature my abilities. When forced to write in Italian, I suddenly feel like I’m in sixth grade again. All nuance and personal style struggle to emerge when hindered by a limited vocabulary. I strive to put forth a little irony and sarcasm in my (English) writing, while staying just this side of snarky. In Italian, I’m so concerned with trying to get the grammar right, that I doubt anything “creative” is communicated. Va be’.

But this is a common feeling known to anyone who has lived in a country where they’re forced to speak another language. The sentiment is, “I swear I’m a smart person! I’m not as dumb as I sound in <insert foreign language>!” 

emainvenice2Anyway, I came across some of my old assignments the other day, and one of them struck me as timely. I wrote it from the perspective of a middle-aged Italian man living in Florida for some time, trying to convince himself that he made the right choice as he writes a letter to a friend back in Rome. Having been back in my home state for a while now, I sometimes find myself pondering the same thoughts.

So if you read Italian, please don’t judge me too harshly! And if you don’t read Italian, well then, let me assure you that the piece below is destined to be a classic of Italian literature!

You can listen to my interview with Professore Pettener in Episode 10 of my podcast.


Caro amico,

Come stai in questi giorni? Come va la vita a Roma? Ci sono i soliti problemi con l’economia, la politica, e la nostra squadra di calcio?

Invece qua, a Boca Raton, non mi sembrano in crisi. Anzi, la vita è molto tranquilla e le persone non si lamentano tanto. Eccomi in quella mitica catena di bar “Starbucks” intorno una piazza che si chiama “Mizner Park.” Diciamo “piazza,” ma non è propriamente una piazza come si trova in Italia. Per prima cosa: non c’è una chiesa con il campanile che suona ogni ora. Al contrario, l’unico suono che sento in questo momento è di una tagliaerba.

miznerInfatti, loro sempre si prendono cura dei campi—ogni ora di ogni giorno. C’è il profumo dell’erba e delle piante appena tagliate che mi fanno “piangere” a causa delle allergie che non avevo in Italia. Ma c’ è una medicina che prendo quasi ogni mattina per questa sofferenza. Qua, tutte le farmacie sono aperte 24 ore al giorno e ci sono tante medicine a buon prezzo che aiutano a sentirsi meglio.

Comunque, questa piazza mi sembra un po’ finta. Cosa voglio dire? Voglio dire che è troppo perfetta in ogni senso. L’archittetura assomiglia quella che abbiamo in Europa, ma ci sono cose che non vanno. I piccoli dettagli … non so come spiegare questo fenomeno, ma quando si vede, è abbastanza ovvio. Le dimensioni, i colori, le incongruenze … qualcosa non va.

Anche le strade sono pulitissime, anzi troppo. Stranissimo. Dove sono i mozziconi, le vuote bottiglie di birra, la cacca di un cane? Non fraintendermi, ovviamente non mi mancano queste cose schifose, ma sono normali nella strada della vita quotidiana.

Un’ altra cosa: non ho visto mai i graffiti sulle mura. È strano, no? Suppongo che voglio dire che questa piazza è stata creata “da zero,” e non è cresciuta “organicamente” dal popolo, diciamo. Non mi lamento, ma mi domando queste cose spesso.Café_au_lait

Adesso la cameriera mi ha portato un caffè e un tipo di pasticcio americano. Si chiama un “muffin,” ed è grande come un pallone di calcio, ti giuro. È abbastanza buono ma troppo dolce, secondo me, come al solito. Ed è morbidissimo, come una spunga bagnata. Preferirei un cornetto fresco con un filo di Nutella, ma non esistono qui. Va be’.

Inoltre, ho chiesto per un cappuccino e lei mi dato un litro di liquido marrone—tepido e senza schiuma. Si, il cibo è un po’ triste ma è così. Il prezzo per una vita così meravigliosa.

Ma mi piace tanto questa ambiente di tranquilitá a Mizner Park della sabato mattina. Potrei siedermi qua per qualche ora e guardo alle persone che passano. Gli americani non si indossano “di moda,” come gli italiani. Qua in Florida, il tempo fa sempre caldo, quindi i pantaloni corti e le magliette senza maniche sono normali. Ho capito questo motivo. Però, gli indumenti spesso non si sono abbianati e i tutti colori e desegni sono misti. Come un quadro di Jackson Pollock.

Di solito non si incontrano le persone di buon gusto. Sono amichevoli, simpatici, e carnini, but non hanno “il buon gusto” per niente. Anzi, amichevoli ma senza buona educazione nel senso che noi sappiamo in Italia. Soprattutto i bambini sono rovinati … urlano per strada e parlano ai genatori in un tono che, secondo me, non mostra il respetto giusto. Invece,  i bambini italiani si comportano sempre bene, al contrasto quelli americani.

gelatoDieci minuti fa, c’era un bambino che urlava perche la mamma non l’avrebbe comprato un altro gelato dopo ha finito il primo (ed quello era grandissimo). Questo bimbo è un po’ ciccione per un undicenne. Alla fine, la mamma ha comprato il secondo e subito dopo è caduto per terra. Poi l’ha comprato un terzo. Uffa! Com è possibile di mangiare e sprecare cosi tanto?!?

Eh, ma delle queste cose, non mi interessano. Questa è la gioia di un espatriato … loro problemi NON sono i miei. Potrei godere il meglio dell’America senza coinvolgermi nelle cose faticose. Anche se il cibo fa schifo, tutto il resto è sopportabile. Le tasse sono pochi, il tempo fa sempre caldo, e non devo preoccuparmi della burocrazia che non avevo mai capito anche in Italia.

In somma, mi piace tanto questa vita in Florida e penso di non tornare in Italia con i suoi problemi e quel cretino Berlusconi che non mai morirá. Rinuncio la mia cittadinanza italiana!

Il tuo amico,

Rick (NON mi chiami “Riccardo” di più, per favore)

P.S. Ma ti dico la veritá: allo stesso tempo, non mi sento proprio al mio agio. Ho un problema abbastanza grave di digestione. Mandami un pacchetto dei salumi buoni e quel formaggio che mi piace tanto. Questa è una vita surrealistica—tutto perfetto ma niente va bene. È una contradizione, no? Forse il paese di “paradiso” non esiste.

Questa è una vita surrealistica—tutto perfetto ma niente va bene. #italiani #Florida Click To Tweet

Sharing is Caring!
Rick
 

Living in the Caput Mundi and trying to decipher Italian culture for the English speaking world.

Click Here to Leave a Comment Below 13 comments
%d bloggers like this: